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Storia dello spazzolino da denti

consigli Massaro DR. Mario

L'igiene orale quotidiana è il principale metodo per ottenere una valida prevenzione della maggior parte delle malattie della bocca (principalmente carie e parodontopatia, che causano la perdita dei denti).

Dal momento che queste malattie sono provocate dai batteri contenuti nella placca batterica, eliminandola con le pratiche di igiene orale, evitiamo la loro comparsa. Che la carie potesse essere causata da un germe l’avevano intuito anche gli antichi. Una tavoletta babilonese del. 1800 a.C. racconta la famosa leggenda del verme dei denti, ritenuto responsabile della carie.

Nato nel fango e affamato, il verme implora il dio Poseidone: “Oh dio delle acque, dammi la grazia di abitare tra i denti e la gengiva dell’uomo, dove abbondano i cibi e le bevande”. Ottenuto il permesso, il verme prende dimora nella bocca umana, dove comincia a scavare cunicoli e caverne, dando vita alla tortura infernale del mal di denti.

Anche gli antichi ponevano attenzione all’igiene orale. Già nel 400 a.C. il medico dell’antica Grecia, Ippocrate, esortava a lavarsi denti e gengive ogni giorno. Gli Arabi nel 600 d.C. curavano l’igiene orale in obbedienza alla parola del profeta Maometto: “Tenete pulita la vostra bocca, perché da lì passa la lode a Dio”. Nell’antica Mesopotamia ci si puliva i denti con un miscuglio di corteccia, menta e allume, mentre nell’antica India si impastavano estratti vegetali di crespino e pepe. In Egitto, durante la XII dinastia, le principesse utilizzavano verderame, incenso ed un impasto a base di mirra dolce e fiori come il croco.

Tutte le culture dell’antichità conoscevano gli stuzzicadenti e prevenivano l’alitosi e i disturbi gengivali masticando bastoncini aromatici, come il siwac, ricavato dalla pianta arak. Le prime testimonianze di un vero e proprio spazzolino con setole, risalgono al 1500 in Cina; i cinesi utilizzarono alcuni peli di cinghiale, inserendoli in bastoncini di bambù. Le fibre, essendo naturali, erano troppo morbide, si deterioravano e diventavano rapidamente ricettacolo di batteri. In Europa, nel Medioevo, non si conosceva ancora lo spazzolino e non si praticava alcuna igiene orale. Per i più ricchi, che avevano un’alimentazione ricca di cibi e dolci, la salute orale era un vero problema: dame e cavalieri, con il loro ventaglio nascondevano spesso, denti mancanti ed alito pestilenziale.

Tecniche di spazzolamento

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Per assicurarsi una perfetta pulizia, è importante scegliere e utilizzare correttamente gli strumenti più efficaci e lo spazzolino è sicuramente lo strumento base dell'igiene orale.

Deve possedere una testina piuttosto piccola, in modo da poter raggiungere facilmente tutte le superfici dei denti, setole artificiali, punte arrotondate e durezza media. Lo spazzolino va sostituito ogni tre mesi.

L’utilizzo di uno spazzolino elettrico è raccomandabile rispetto ad uno manuale.

Lo scopo dello spazzolamento è quello di rimuovere meccanicamente i residui alimentari dopo ogni pasto, con particolare cura la sera, impedendo la formazione della placca batterica. Lo spazzolamento deve comprendere tutte le superfici dentali:

  • quella rivolta verso la guancia;
  • quella rivolta verso la lingua o il palato;
  • quella masticatoria.

Il movimento deve essere in senso verticale, andando dal rosso al bianco, cioè dalla gengiva verso i denti, come quando si pulisce il pettine con una spazzola.
Il movimento opposto sposterebbe la placca nel solco gengivale, che è una delle zone dove più facilmente si raccoglie la placca. Per pulire i denti superiori il movimento deve avvenire verso il basso, mentre per la parte inferiore della bocca il movimento deve procedere verso l'alto. Se spazzolassimo i denti in modo orizzontale, da dx a sin e viceversa, la placca verrebbe spostata negli spazi interdentali.

Quale dentifricio usare? Al contrario di ciò che si pensa è il corretto uso dello spazzolino che serve per rimuovere la placca, il dentifricio è solo un valido aiuto.


Tuttavia nella scelta del dentifricio è bene verificare che questo:

  • abbia un ph intorno a 7;
  • non irriti le mucose;
  • abbia un sapore e odore gradevole;
  • contenga fluoro;
  • abbia un certo grado di ruvidità per rendere liscia e pulita la superficie dello smalto, ma non tanto da graffiare lo smalto stesso.


Alcuni dentifrici, pochi in verità, riportano sulla confezione la ruvidità: RDA50= alta abrasività; RDA25= bassa abrasività. Utile in ogni caso è il consiglio del dentista di fiducia che, conoscendo la nostra bocca, può indirizzarci nella scelta del dentifricio più idoneo.

Filo interdentale

Un uso corretto del filo interdentale rimuove placca e particelle di cibo dove lo spazzolino non arriva facilmente, cioè sotto il margine gengivale e tra i denti.

Per ottenere il massimo risultato e per non provocare danni, specie alle gengive, bisogna utilizzarlo seguendo alcune regole:

  • utilizzare circa 45 cm di filo;
  • arrotolare gran parte del filo al dito medio di ogni mano, lasciando qualche centimetro con cui lavorare;
  • tenere il filo tra il pollice e il dito indice, inserirlo tra due denti, spingerlo fino a toccare la gengiva, poi tirare verso l'esterno, facendolo aderire bene alla parete di uno dei denti.

L'azione di strofinamento esercitata stacca la placca batterica dal dente, mentre un successivo sciacquo la eliminerà dalla bocca. La manovra va ripetuta due volte per ogni interstizio. Non bisogna forzare perché il filo potrebbe tagliare o ferire il delicato tessuto delle gengive. Passando da un dente all'altro, bisogna usare una nuova porzione pulita di filo.

Scovolino

scovolino Massaro DR. Mario

Simile allo spazzolino normale, ma più sottile, lo scovolino è uno strumento molto efficace e comodo per pulire gli spazi interdentali. Gli scovolini interdentali si usano inserendoli e facendoli scorrere tra dente e dente, a con delicati movimenti, vicino alla gengiva.

È consigliabile utilizzare lo scovolino interdentale prima dello spazzolino, in modo che negli spazi interdentali liberi da placca e residui di cibo possa arrivare il dentifricio.

Rilevatori di placca

rilevatori placca Massaro DR. Mario

Le compresse rilevatrici di placca sono utili per evidenziare le zone dove si accumula la placca e per verificare il corretto uso dello spazzolino.

Sciolte in bocca, dopo aver lavato i denti, grazie alla loro capacità di colorare la placca, permettono di individuare quelle zone dove non si è pulito bene, e quindi di capire dove insistere con l'utilizzo dello spazzolino.

Colluttorio

colluttorio Massaro DR. Mario

Si tratta di un prodotto utilizzato per l'igiene orale. È ormai provata l'efficacia del collutorio nel ridurre l'accumulo della placca batterica e la probabilità di gengivite, ma anche nel combattere l'alito cattivo.

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